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Come cambiano le ADV online dopo l’addio ai cookie

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Accetta o rifiuta? La finestra che compare su ogni sito è spesso percepita come un ostacolo noioso verso il raggiungimento dei contenuti desiderati. Eppure, il futuro della pubblicità online è legato proprio a quella striscia di testo. La sperimentazione recente, ancora in atto, da parte dei siti di informazione di richiedere l’accettazione dei cookie di profilazione in alternativa a una delle diverse formule di abbonamento è solo una delle tante strade che in queste settimane si stanno percorrendo per affrontare i cambiamenti nel business dell’advertising digitale. I cookie di terze parti sono in procinto di essere soppiantati, perciò esperti di marketing ed addetti ai lavori si interrogano se stia davvero per finire l’oligopolio nel mercato della pubblicità online.

Maggiore privacy per gli utenti

C’è stato un cambiamento nel marketing digitale quando i browser hanno iniziato a introdurre impostazioni sulla privacy più orientate all’utente. I cookie di terze parti sono destinati a scomparire e così la pubblicità online ha iniziato a svilupparsi in una direzione completamente diversa. Ora, chi opera nel settore deve fare i conti con normative sulla privacy stringenti e relative decisioni da parte dei browser. “Il recente annuncio da parte di Google dell’introduzione di Pair, una tecnologia che permette ad inserzionisti ed editori di riconoscere e quindi ingaggiare gli utenti sulla base delle informazioni indicate in sede di registrazione (User-Id), è un ulteriore passo alla ricerca di soluzioni volte a coniugare il rispetto della privacy e la personalizzazione, e quindi l’efficacia, della pubblicità online”, spiega Andrea Boscaro, fondatore e partner della società di formazione e consulenza dedicata al marketing digitale The Vortex.

I cosiddetti dati di prima parte, sulla cui comunanza fra advertiser e publisher Pair si fonda, rappresentano infatti un asset via via più prezioso perché non solo permettono di offrire una navigazione più personalizzata, ma consentono, nel rispetto delle normative, raccomandazioni di contenuti, prodotti e servizi utili per accrescere il valore espresso dall’utente“. I dati di prima parte possono essere usati dalle grandi piattaforme digitali grazie ad una login pressoché necessaria; tutti gli altri operatori, direttamente o tramite soluzioni tecnologiche terze, stanno investendo per accrescere il ruolo delle aree riservate e delle app volte a garantirne la raccolta.

Fonte: wired.it

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