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Influencer marketing in Italia, scopriamo un po’ i numeri e il trend

Sappiamo che il lavoro dell’Influencer Marketing ha preso piede anche dalle nostre parti e sappiamo anche che nel mercato americano il fenomeno sembra avviarsi già verso una fase di maturità.

In Italia come vanno le cose?
Un’analisi dettagliata ci svela che la maggior parte (oltre il 66%) delle aziende e dei marketer ha realizzato nell’ultimo anno tra uno e tre progetti in collaborazione con gli influencer.
Parlando di budget vediamo che oltre l’84% di aziende non investe in influencer marketing più del 30% del suo budget dedicato alle attività di marketing e comunicazione.
Quindi un atteggiamento abbastanza prudente che non mostra quell’audacia che tutti ci aspettavamo.

Chi ha investito nell’Influencer Marketing si dice «soddisfatto» o «abbastanza soddisfatto» dei risultati ottenuti, per questo prevede di aumentare il budget destinato a questo tipo di attività nell’immediato futuro.

Anche gli obiettivi delle campagne di influencer marketing sono trasversali. Marketer e aziende italiane investono sugli influencer soprattutto per aumentare o migliorare brand awareness (è lo scopo di almeno il 19,5% del campione) e la brand reputation (18,3%).

Instagram si conferma il social per eccellenza dell’influencer marketing: circa l’80% di chi ha all’attivo una campagna dice di utilizzarlo «spesso» o «molto spesso». Confermando, quindi, un trend dell’influencer marketing valido a livello internazionale, quasi il 50% di aziende o brand italiani collaborano con influencer con una community dalle dimensioni limitate, in genere inferiore ai 30mila follower, ossia collaborano con quelli a cui in letteratura ci si riferisce come micro-influencer. Chiunque abbia all’attivo progetti e campagne di influencer marketing prevede una qualche forma di retribuzione per gli influencer con cui collabora: solo un 10% del campione dell’Osservatorio Nazionale Influencer Marketing dice di non farlo «mai». Quando non si tratta di prodotti o servizi dati in omaggio, e anche se questo avviene, il compenso economico si aggira mediamente intorno ai 300-600 euro per post.

Concludendo… molte aziende, la restante metà , rimangono fedeli a collaborazioni strette con agenzie e partner di comunicazione che da anni si sono consolidate scavalcando ogni moda o trend del momento.

Cosa ne pensate in merito? Ritenete che il “lavoro perfetto” sia adatto a tutti oppure è  solo una scia che sarà  destinata a tramontare?

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